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SMARTPHONE
Guardatevi.
SMARTPHONE. GETTATELO.
Fosse facile.....ci sembra quasi impossibile.
Eppure fino a non molti anni fa si viveva senza. Prima del 2000, anche senza telefono cellulare, quindi è logicamente più che possibile.
"Non si può fermare il progresso!", ci si sente rispondere.
Ma il Progresso non dovrebbe tendere a renderci schiavi.
Qualcuno ha detto che nemmeno nelle dittature più centralistiche del passato è stato possibile controllare tutte le attività di ogni persona così capillarmente come si fa oggi con gli smartphone.
Ogni cosa che facciamo in rete, tutto quanto ci scriviamo, ogni luogo in cui siamo può essere visto, controllato, memorizzato e quindi utilizzato per interessi che non conosciamo.
Siamo sempre più obbligati a farlo: senza smartphone non si può più viaggiare, non si può avere un conto in banca, non si può studiare a scuola.
Allora ecco alcune semplici regole o esercizi, che possiamo cercare di praticare, se vogliamo riappropriarci del nostro cervello:
Proviamo l'ebbrezza di uscire senza smartphone. Magari a piccole dosi.
Proviamo a spegnerlo (anche se la localizzazione e la possibilità di controllo esiste anche se è spento), se non riusciamo a staccarcene.
Diminuiamo l'utilizzo dei social per comunicare; se proprio non ci sentiamo 'sicuri' senza un telefono, prendiamone uno che non sia uno smartphone e portiamolo con noi, spento.
Recuperiamo forme di comunicazione più antiche: proviamo a mandare una cartolina, a scrivere una lettera.
Se vogliamo fare delle foto, compriamo una macchina fotografiche che non abbia comunicazione wi-fi; facciamole, ancor meglio se utilizziamo la pellicola.
Di fatto, dovremmo agire come se, quando comunichiamo con uno smartphone, qualcuno che potrebbe non essere nostro 'amico' potesse sentire le nostre telefonate, vedere i nostri messaggi, le nostre foto, sapere dove e con chi ci troviamo, conoscere tutto quanto ricerchiamo in rete.
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