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STORIA DELLA SCIENZA

Non pretendiamo certo di affrontare l'argomento in poche righe; sulla Storia delle Scienze si possono riempire intere biblioteche.
Tentiamo invece di sintetizzare alcuni dei punti fondamentali di evoluzione del pensiero scientifico, anche ovvi e banali, ma a nostro parere basilari.

Quando si parla di Storia, si deve partire dalle fonti (la differenza tra Pre-istoria e Storia si basa proprio sulla disponibilità di fonti). Pur ovvio, questo punto è troppo spesso erroneamente sottointeso; d'altra parte ci si deve spesso affidare alle informazioni disponibili (sui libri, su internet, etc.).
Credere ciecamente a ciò che è scritto o riportato rimane tuttavia un errore e le informazioni devono sempre essere elaborate in senso critico.

Ma tentiamo qui di riassumere, anche se in maniera parziale:

FINO AL 1600 d.C.: Il Metodo Scientifico
Possiamo pensare al 1600 come periodo in cui si è iniziato a utilizzare il "Metodo Scientifico" come lo intendiamo oggi e a Galileo Galilei come il "padre" dell'utilizzo di tale metodo; naturalmente, moltissimi pensatori precedenti, più o meno noti, hanno ragionato sulla sperimentazione e sulla spiegazione dell'osservazione (Democrito, Archimede, Aristotele, Leonardo, Bacon, tanto per fare dei nomi).

DAL 1600 al 1900 d.C.: Sappiamo tutto
Non ci soffermiamo nemmeno brevemente su tutta l'evoluzione compiuta in questi 3 secoli, in particolare durante il secolo XIX; a fine 1800 tuttavia si è stati portati a ritenere che 'non ci fosse più niente da capire', tutto poteva essere spiegato e calcolato sulla base delle leggi universali fino a quel momento elaborate: sarebbe stato solo questione di calcolo, ma si sarebbe potuto prevedere tutto. Quella che noi ora chiamiamo "Fisica classica" poteva spiegare tutti gli accadimenti.

Inizio del secolo XX: Non sappiamo tutto
A inizio del secolo XX, un semplice impiegato scosse le basi di tutte le certezze, stravolgendo il concetto stesso del "Tempo" (anche in questo caso, la storia è sicuramente più articolata, e non è stato solo Albert Einstein il fautore di tale rivoluzione).
Sempre agli inizi del secolo XX, una rivoluzione ancora più impattante e sconvolgente doveva arrivare dalla Teoria dei Quanti e della Meccanica Quantistica (Bohr, Heisenberg, De Broglie, Sommerfeld, per fare alcuni nomi).
Per avere un'idea di tali sconvolgimenti si può cercare la descrizione dell'esperimento delle due fenditure.
Insomma, la descrizione "classica" dalla natura era "sbagliata": la relatività e la meccanica quantistica spiegavano meglio i fenomeni naturali; tuttavia diverse teorie dovevano poter essere descritte in maniera unitaria e la celebre frase "Dio non gioca a dadi con l'Universo", attribuita a Einstein, sottolinea alcune criticità per lo sviluppo di una teoria unificata.

Situazione attuale: Sappiamo proprio poco
Qui getto la spugna: sia perchè sarebbero necessari strumenti matematici, sia perchè è molto difficile sintetizzare idee in continua evoluzione.
Quello cui si tende, ripetiamo, è una teoria che possa spiegare in maniera unitaria tutti gli accadimenti, una cosiddetta "Teoria del Tutto (TOE)"
Una cosa però scuote ancora una volta le basi di un 'senso comune' e mi preme sottolineare: per spiegare le cose come stanno non sembrano essere sufficienti le sole 4 dimensioni (3 spaziali + 1 temporale) che noi riusciamo a cogliere: è necessario un mondo a 11 dimensioni almeno!
Ancora una volta, ciò che pensiamo di sapere si rivela molto limitato.
Mi fermo qui. Per ora.


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